“È necessario dare nuovo slancio all’industria con un grande sforzo di semplificazione burocratica e un serio impegno sulla ricerca e l’innovazione, senza sacrificare la transizione”, ha ribadito l’AD Claudio Descalzi lo scorso 29 novembre nel corso della convention “Il Futuro in movimento: strategie per un’Italia protagonista. Dall’energia all’impresa, come competere nello scenario globale”. Nella Sala Koch del Senato, rappresentanti del mondo industriale e leader di grandi realtà aziendali del Paese si sono riuniti, su invito della Fondazione Guido Carli, per discutere delle migliori pratiche del nostro sistema produttivo in materia di sviluppo, responsabilità e visione etica del fare impresa con l’obiettivo di fornire idee concrete e sostenere l’azione del Governo nel restituire all’Italia un ruolo sempre più di primo piano nello scenario internazionale.
In quest’ottica, è nato il Manifesto sulla competitività etica in sei punti, fondamento del ‘Patto per l’Italia’ sottoscritto simbolicamente dalla Fondazione Guido Carli insieme a istituzioni e imprenditori impegnati nel bene comune. “L’Europa per anni ha sacrificato l’industria puntando su un’economia basata sul commercio e i servizi ma questa scelta si rivela fragile in un momento in cui la globalizzazione perde colpi”, ha osservato Claudio Descalzi sottolineando l’importanza di un dialogo proficuo tra istituzioni e imprese a vantaggio del Paese. In particolare, secondo il CEO di Eni, semplificazione burocratica e investimenti costanti in ricerca e innovazione mai come oggi sono fondamentali non solo per mantenere ma anche per rafforzare la competitività del sistema-Paese senza rinunciare ai grandi obiettivi su cui si gioca il nostro futuro, come ad esempio la transizione energetica. È in questa direzione che si sta muovendo Eni: “Da una parte produciamo energia per soddisfare la domanda di oggi, decarbonizzando il nostro business tradizionale dell’oil&gas, dall’altra abbiamo scorporato le attività legate alla mobilità e alla generazione di energia, sviluppando bioraffinerie e rinnovabili, offrendo ai nostri clienti prodotti decarbonizzati”. Un modello, ha rimarcato Claudio Descalzi, che “ci dà grande solidità e ci permette di portare avanti un concreto percorso di transizione energetica senza chiedere sussidi e senza sacrificare i profitti”.
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