In occasione della pubblicazione del report volontario di sostenibilità, che illustra le azioni intraprese e i risultati raggiunti da Eni nel 2025 per promuovere una transizione energetica giusta a beneficio di persone e territori, il CEO Claudio Descalzi ha ribadito il valore del “modello industriale distintivo” del Gruppo. “Combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore”, ha spiegato il CEO, sottolineandone l’efficacia e la validità operativa, come emerge anche da “Eni for 2025 – A Just Transition”, che ripercorre i principali risultati conseguiti nel corso dell’anno lungo le cinque direttrici di integrazione della sostenibilità sociale e ambientale nel modello di business: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. Il documento, giunto quest’anno alla 20esima edizione, non presenta solo dati e informazioni sulla sostenibilità ma anche casi di studio concreti e interviste a organizzazioni ed enti esterni con cui Eni collabora. L’obiettivo è offrire agli stakeholder una visione più ampia del contesto globale all’interno del quale prende forma la strategia del Gruppo, a riprova dell’impegno di Eni e del suo approccio integrato e trasparente nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
Il 2025 è stato un altro anno particolarmente sfidante: nonostante il contesto volatile e le difficoltà dello scenario internazionale, Eni ha raggiunto gli obiettivi fissati grazie alla coerenza della strategia e della sua esecuzione. “In particolare, le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono diminuite del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030 e di Eni entro il 2035. Un risultato conseguito anche grazie al controllo costante delle emissioni di metano e al raggiungimento del target di zero routine flaring per le attività operate”, spiega il Gruppo.
Nel report emerge anche l’efficacia del modello satellitare di Eni: la leva strategica per attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e accelerarne la crescita nel percorso di transizione energetica, come ricordato in più occasioni dal CEO Descalzi. Plenitude nel 2025 ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del 41% rispetto all’anno precedente, proseguendo verso il target di 15 GW entro il 2030. La società ha inoltre avviato in Texas il più grande impianto di stoccaggio a batterie del Gruppo, con una capacità di 200 MW. Parallelamente, Enilive ha continuato ad ampliare la propria capacità di bioraffinazione attraverso tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all’estero. L’obiettivo è raggiungere entro il 2030 una capacità di lavorazione pari a 5 milioni di tonnellate, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di biocarburanti HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e SAF (Sustainable Aviation Fuel).
Nel corso del 2025 è stata costituita, in joint venture con il fondo di private equity GIP, la società satellite dedicata alla Carbon Capture & Storage (CCS), con l’obiettivo di valorizzare i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ presenti nel portafoglio Eni.
Tecnologia e innovazione continuano a essere il motore del modello di transizione di Eni: nel 2025 sono stati investiti oltre 460 milioni di euro per attività di ricerca e sviluppo, open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera, con particolare attenzione alla fusione a confinamento magnetico e al supercalcolo, alle tecnologie di bioraffinazione, al riciclo chimico delle plastiche e alle soluzioni per la cattura e stoccaggio della CO₂.
Al centro di questo modello restano le persone: “Tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente”, ha evidenziato Claudio Descalzi. Eni opera nel rispetto dei più elevati standard etici e dei principali framework internazionali, promuovendo sicurezza, diritti umani e inclusione: non a caso si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022. Nel 2025 ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale per l’accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari e in iniziative dedicate a diversificazione economica, formazione e salute delle comunità. Sono circa 3 milioni le persone nei Paesi in cui il Gruppo è presente che hanno beneficiato dei progetti realizzati in partnership con gli stakeholder (partner, istituzioni, ONG, organizzazioni internazionali e comunità locali) nell’ottica di continuare a generare valore condiviso e sostenibile nel tempo. “Tutto ciò ci consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto e di proseguire con coerenza nel nostro percorso di trasformazione”, ha rimarcato infine il CEO Claudio Descalzi ribadendo il valore del nuovo report volontario di sostenibilità di Eni come strumento di trasparenza e dialogo con gli stakeholder.
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